Abhisheka tantrico

L'iniziazione alla via Tantrica

Significato dell'INIZIAZIONE TANTRICA o ABHISHEKA


Nella via Tantrica tradizionale esistono TRE INIZIAZIONI fondamentali e altre 5 successive chiamati ABHISHEKA.

Abhisheka o Abhishekam (Devanagari: अभिषेक abhiṣeka) è una parola in lingua sanscrita che significa rituale di passaggio che è un preludio, una chiave di accesso, una porta agli insegnamenti mistici e alchemici.

Le iniziazoni non possono essere rese pubbliche o svelate a persone che non appartengono ai sadhaka che seguono la via Tantrica.

Questo per proteggere gli insegnamenti che sono stati trasmessi per secoli da  Guru ad Allievo/a.

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La “Parola” personificata o il Potere del Maestro dà l'iniziazione, non importa dove si trovi il Maestro a quel tempo. Che il Maestro sia vicinissimo o lontano oltreoceano, il suo Potere opera sempre.

Al momento dell'iniziazione il Maestro prende dimora al Terzo Occhio dell'iniziato e per l'avvenire provvede a lui. Gli aspiranti che sono sinceri e ricettivi durante l'iniziazione hanno un'esperienza spirituale interiore autentica (c'è una differenza tra quella psichica e spirituale) in cui viene aperto il terzo occhio e l'orecchio interiore per udire la Voce del divino, il Suono creativo dell’Aldilà.

Occasionalmente l'aspirante può sentire per un motivo o l'altro che l’esperienza iniziale sia insufficiente. Le cause possono essere il sovra eccitamento e l'incapacità di percepire le esperienze più sottili concesse secondo il suo passato. Ad ogni modo, a tempo debito, questo individuo riceve un'esperienza esaltante che cancella qualsiasi senso di mancanza che dovesse ancora sussistere. Dal momento dell'iniziazione il Potere del Maestro ci guida e protegge, anche nel muoversi nel mondo e oltre.

Le istruzioni negli insegnamenti esoterici riguardano l'esposizione di Simran, Dhyan e Bhajan, ossia ripetizione (mentale, solo con la lingua del pensiero) delle parole caricate con il potere del Maestro; concentrazione o meditazione ( Passare la coscienza o sguardo al centro delle sopracciglia); e unione dello spirito attraverso un iniziato  o Sadhaka.

Appena il sadhaka (adepto spirituale) è in grado di trascendere il corpo fisico e psichico, appare la forma radiante del Maestro (Guru Dev) nel piano astrale. Essa diventa per lo spirito una forza guidatrice nel viaggio verso i reami spirituali ; lo riporta alla vera Casa del Divino (Nella forma divina di Shiva e Shakti Ardhanariswara). il Maestro-spirito non abbandona mai l'anima, anzi l'aiuta e la dirige in continuazione, visibilmente e no, direttamente e no, in questa vita e in quell'altra secondo le esigenze del momento.

Con l'iniziazione e la sadhna o pratica spirituale, gradualmente diventiamo coscienti dei nostri difetti e cerchiamo di trasformarli: quanto più ci purifichiamo, mentalmente e fisicamente, tanto più cresciamo nella vita divina. Via via che cadono gli strati , i veri valori della vita diventano sempre più palesi. Lo spirito si libera a poco a poco dalle catene del mondo e gli viene consentito di trascendere il corpo fisico, di elevarsi nelle regioni superiori. In seguito, “egli non persegue la carne, ma lo spirito”. Vive nel mondo ma non appartiene più ad esso. Ora si dilegua nella

beatitudine delle regioni spirituali più alte e non nei piaceri dei sensi. Il dono del Naam o Parola deriva solo da un'Anima Maestra che, iniettando l'impulso di vita, favorisce un iniziato nel viaggio spirituale.

 

La misura e la celerità del progresso, ad ogni modo, dipendono dal proprio percorso individuale, dal terreno su cui si trova e dalla preparazione impostata . nelle vite precedenti . Ognuno possiede un passato diverso e pertanto ha il proprio punto di partenza. I semi sono sparsi ma la loro germinazione, sviluppo e crescita dipendono dalla natura del suolo in cui vengono piantati .

Ognuno necessita del proprio tempo per la fioritura . Le facoltà spirituali assopite cominciano a rianimarsi e l'iniziato sente nell'intimo una sorta di pienezza, appagamento, beatitudine. È un dono imperituro e indistruttibile, non può essere rubato né cancellato. Il seme della spiritualità, una volta gerato nelle profondità recondite dell'anima, dovrebbe germinare nella pienezza dei tempi.

Nessun potere sulla terra può frapporsi alla sua crescita o soffocarla in alcun modo. L’iniziato di un Maestro competente ha assicurato, una volta per sempre, la propria liberazione dalla schiavitù della mente e della materia: è solo una questione di tempo. Il seme della spiritualità generato in lui deve germogliare e dare frutto. Quando si risveglia la spiritualità e si ottiene l'esperienza spirituale.

L'uomo si è fa o irretire a tal punto dalla mente e dalle facoltà esteriori che può

ultimare la sua liberazione solo con la perseveranza.

Similmente, l'anima si è vincolata a tal punto al corpo e ai sensi da attaccarsi alle cose esterne e non desidera liberarsene. Non anela volare fuori dalla porta aperta dal Maestro al tempo dell' Iniziazione, sulla cui soglia aspetta pazientemente la sua Forma radiante per ricevere il discepolo bambino. Il vero stato di discepolo non ha inizio fino a che non si trascende la coscienza fisica.

Da questo punto, il discepolo sentirà non solo conforto, ma incomincerà a sperimentare la gioia e la beatitudine che lo rendono nell’Aldilà. Avrà come suo compagno l’incantevole Forma radiante del Maestro, sempre vicina ad imparare quella guida che è indispensabile per evitare le insidie sul cammino.

Finché non si arriva a questo punto, il discepolo è “in prova”, ma tale prova non può essere interrotta. Durante questo periodo di prova l'anima sentirà qualche disagio. Si è infangata così tanto con il sudiciume dei sensi da perdere la purezza originale del cuore e non è pronta ad elevarsi fuori dalla prigione del corpo. Sebbene la porta sia stata aperta, l'anima è così attaccata alle cose del mondo esterno che non desidera liberarsene.

L'amorevole Maestro cerca di evitare ogni possibile sconforto al bambino discepolo spiegando quali sono i vizi da evitare e le virtù da sviluppare per impossessarsi nuovamente della purezza perduta. Purtroppo, il più delle volte, le parole del Maestro non penetrano e il discepolo fa poco o niente per correggere i propri modi. Pertanto il Potere del Maestro deve prendere misure più risolute per far capire al discepolo l'importanza delle verità spiegate verbalmente.

Ne deriva lo sconforto che talvolta si prova nella vita quotidiana. Se gli insegnamenti del Maestro ricevessero implicita attuazione, tutte le diffcoltà e i disagi svanirebbero.

Coloro che non nutrono falsità nel cuore, non solo godono il privilegio dei preparativi del divino per incontrare il Guru, bensì riescono a trarre giovamento da quell'incontro. La miglior attitudine mentale è di servire con sincerità e umiltà, sempre maggiore umiltà. Allora il Guru verrà da sé.

Siate semplicemente sinceri e veri con il vostro sé. Il divino vi ha mandato al posto giusto ed è il donatore.

l'importanza dell'Iniziazione

L'iniziazione di un  Maestro vivente assicura una scorta nei reami sconosciuti da parte di chi è Egli stesso un frequente viaggiatore in quelle regioni. Egli conosce le deità o i poteri che presiedono a quei piani, conduce lo spirito a passo a passo, consiglia ad ogni svolta e curva del sentiero, ammonisce contro i pericoli latenti in ogni luogo, spiega minuziosamente tutto quel che uno desidera sapere. Egli è l'insegnante su tutti i livelli di esistenza: un Guru sul piano terreno, un Guru Dev (forma radiante astrale) nei mondi astrali e un Satguru nelle regioni puramente spirituali. Quando tutti falliscono durante questa vita, in uno stadio o l'altro, il Suo lungo e forte braccio è sempre pronto per aiutarci, sia quando siamo qua sia quando abbandoniamo il piano terreno. Egli accompagna lo spirito nell'aldilà.


 

Articolo ispirato a un discorso di Babaji Shiva Mahavatar. Ne è vietata la riproduzione senza citarne la fonte e i Credits a Maya Swati Devi.